LA GRANDE FAMIGLIA DEGLI ZOSTEROPIDI

Gli Zosteropidi o Uccelli dagli occhiali, così chiamati per il caratteristico anello di piume attorno agli occhi molto evidente e mancante solo in poche specie bianche (i Chlorocharis emiliae, delle montagne del Borneo che anziché bianche le ha nere, e Zosterops wallacei, presente nelle isole Timor e Sumba, con circolo perioculare giallo), costituiscono una famiglia di uccelli particolarmente omogenea e sono ampiamente diffusi in Africa, Australia, nella zona occidentale dei Mari del Sud, in Asia meridionale ed orientale.


Zosterops japonicus

Sono tutti di piccole dimensioni (lunghezza totale contenuta, a seconda della specie, fra i 9 e i 14 centimetri) ed il gruppo sistematico ha caratteristiche molto simili. Quasi completamente arboricoli, si trovano nei cespugli bassi di zone aperte come pure su alti alberi e vivono dalle zone costiere alle foreste di montagna pur manifestando tendenza preferenziale per i margini di queste piuttosto che per il loro centro.

Le origini della Famiglia potrebbero essere orientali. La posizione sistematica ha subito nel tempo varie revisioni ma fu nel 1888 che lo zoologo inglese Newton creò una loro famiglia che anche attualmente viene posta vicino al gruppo dei mellifagi, sia per l'abitudine comune di frequentare i fiori sia per la loro lingua viscida, protrattile e biforcuta all'estremità atta a suggere il nettare.


Zosterops japonicus

Secondo alcuni Autori, le Specie oscillerebbero da 78 ad 90 essendo le differenze tra questi generi notevolmente meno marcate di quanto non lo siano solitamente quelle tra le diverse Specie di altre famiglie di uccelli.

Vediamo ora, per una informazione completa, la classificazione attuale relativa al Genere e alla Specie.

Genere Zosterops: Specie Z. abyssinicus – Z. albogularis – Z. anomalus –Z. atricapilla – Z. atriceps – Z. atrifrons – Z. borbonicus - Z. buruensis - Z. ceylonensis - Z. chloris - Z. chloronothos - Z. cinereus - Z. citrinella - Z. consobrinorum - Z. conspicillatus - Z. erythropleurus - Z. everetti - Z. explorator - Z. ficedulinus - Z. finschii - Z. flavifrons - Z. flavus - Z. fuscicapilla - Z. grayi - Z. griseotinctus - Z. griseovirescens - Z. hypolais - Z. hypoxanthus - Z. inornatus - Z. japonicus - Z. kirki - Z. kuehni - Z. kulambangrae - Z. lateralis - Z. luteirostris - Z. luteus - Z. maderaspatanus - Z. mayottensis - Z. meeki - Z. metcalfii - Z. meyeni - Z. minor - Z. minutus - Z. modestus - Z. montanus - Z. mouroniensis - Z. murphyi - Z. mysorensis - Z. natalis -Z. nehrkorni - Z. nigrorum - Z. novaeguineae - Z. oleagineus - Z. olivaceus - Z. pallidus - Z. palpebrosus - Z. poliogaster - Z. rendovae - Z. rennellianus - Z. rotensis - Z. salvadorii - Z. samoensis - Z. sanctaecrucis - Z. semperi - Z. senegalensis - Z. somadikartai - Z. splendidus -Z. stalkeri - Z. strenuus - Z. stresemanni - Z. tenuirostris - Z. tephropleurus -Z. ugiensis - Z. uropygialis - Z. vaughani - Z. vellalavella - Z. wallacei - Z. xanthochroa


Zosterops japonicus

Genere Chlorocharis: Specie Chlorocharis emiliae

Genere Cleptornis: Specie Cleptornis marchei

Genere Heleia: Specie H. crassirostris - H. muelleri

Genere Hypocryptadius: Specie Hypocryptadius cinnamomeus

Genere Lophozosterops: Specie L. dohertyi - L. goodfellowi - L. javanicus - L. pinaiae - L. squamiceps - L. superciliaris

Genere Madangas: Specie Madanga ruficollis

Genere Megazosterops: specie Megazosterops palauensis

Genere Oculocincta: Specie Oculocincta squamifrons

Genere Rukia: R. longirostra - R. ruki

Genere Speirops: S. brunneus - S. leucophoeus - S. lugubris - S. melanocephalus

Genere Tephrozosterops: Tephrozosterops stalkeri

Genere Woodfordia: Specie W. lacertosa - W. superciliosa


Zosterops japonicus

Caratteristiche comuni sono la presenza di 9 remiganti primarie mentre normalmente i passeriformi ne presentano 10 (la prima esterna è atrofizzata e ridotta ad un piccolissimo moncherino), coda breve e squadrata con 12 timoniere, zampe sottili come quelle dei Nattarinidi ma al tempo stesso forti e tali da consentire loro di aggrapparsi in posizioni diverse e di servirsene anche per assumere il nutrimento; becco corto, sottile, conico e spesse volte leggermente ricurvo; piumaggio folto (oltre 3300 penne sono state contate nel caso dello Zosterops pallida, circa il triplo di quelle del nostro Scricciolo, uccello di dimensioni pressoché analoghe) colorazione generale sobria e per lo più con parti superiori verdi o verdi giallastre e in qualche caso brunicce ed inferiori gialle, grigie o biancastre.


Zosterops-palpebrosa

Gli Zosterops

L'argomento, come abbiamo dimostrato sopra, è talmente vasto che per forza di cose siamo costretti ad inquadrare l'argomento tralasciando l'esame degli uccelli appartenenti agli altri generi (vedi elencazione precedente), per occuparci con maggiori dettagli al Genere Zosterops.

Nel genere, che come abbiamo visto annovera 78 Specie, le differenziazioni, che pure esistono, non sono sempre a prima vista evidenti e la precisa determinazione dei soggetti può essere controversa e tale da non risultare agevole, in parecchi casi, neppure agli esperti veramente tali.

Di un gran numero di Specie non si conoscono né i nidi né le uova e da questo si desume che è noto piuttosto poco della loro biologia riproduttiva. Delle rimanenti si può dire, parlando ovviamente in termini generali, che depongono due o tre uova per covata (raramente quattro ed eccezionalmente di più), di colorazioni varianti (a seconda della Specie), dal bianco al blu chiaro all'azzurro verdastro, nella stragrande maggioranza dei casi senza macchie (eccezione Zosterops wallacei) né variegature.


Zosterops chloronothus

 

Generalmente le Specie africane costruiscono i loro nidi a coppa con licheni e muschi e li collocano sui cespugli alle biforcazioni dei rami, mentre gli uccelli asiatici ed australiani li intrecciano, invece, con muschio e lanugine vegetale appendendoli liberamente fra rami sottili; la piccola costruzione ovale oscilla nell'aria, assicurata a sottili fili di seta ed a crini animali e la sua resistenza è, con ogni probabilità, pari all'apparente fragilità.

Il periodo di incubazione, uno dei più corti fra i passeriformi almeno nel caso di Z. palpebrosa, Z lateralis, Z. pallida, si protrae, curata da entrambi i membri della coppia dai 10 ai 13 giorni ed i piccoli impiegano poco meno di due settimane ad impiumarsi. In tempi relativamente brevi raggiungono la taglia definitiva differenziandosi dagli adulti per avere uno scarso piumaggio sul capo e per la mancanza (ma non in tutti i casi) del cerchio perioculare, caratteristico invece dei soggetti che hanno raggiunto la maturità.

Sono uccelli socievoli con inesistente dimorfismo sessuale, che vivono in piccoli stormi tranne durante il periodo riproduttivo e sono costantemente attivi.

La loro alimentazione è costituita da insetti, frutta, bacche e nettare.


Zosterops splendidus

Come dicevamo poco sopra la loro colorazione è tipicamente verde sul capo, dorso e coda; grigi, giallo o biancastri centralmente. Se isolate su isole oceaniche le specie endemiche di Zosteropidi hanno tendenza a perdere il colore giallo, il piumaggio diventa grigio o marrone) e bianco, l'anello attorno agli occhi tende a scomparire e la loro grandezza media ad aumentare.

Alcune Specie, endemiche con areali ben definiti, negli ultimi anni sono andate estinte, altre paiono essere alle soglie dell'estinzione a causa dell'alterazione del loro habitat.

Le specie importate

Non sono molti gli Zosteropidi presenti sul mercato, non tanto per la difficoltà di reperimento nei Paesi d'origine, quanto per la scarsa richiesta da parte degli appassionati.

Le Specie più importate sono:

Uccello dagli occhiali indiano
(Zosterops palpebrosa): di provenienza asiatica, verde brillante nelle parte superiori, gola e mento biancastro che sfuma nel bianco grigiastro dall'alto petto all'addome, più grigio sui fianchi e becco nero.

Uccello dagli occhiali giallo (Zosterops senegalensis): diffuso in gran parte dell'Africa a sud del Sahara, caratterizzato dalle parti inferiori giallo citrino, superiormente oliva giallastro che si intensifica mano a mano che ci si avvicina al groppone, remiganti e timoniere brune, becco nero.

Uccello dagli occhiali pallido (Zosterops pallida): presente nel sud africano, con parti superiori giallo oliva diluito, dall'addome al sottocoda giallo canarino, dal mento al basso ventre variabile dal grigio uniforme al giallo ulivaceo al giallo (ma in questo caso con fianchi brunicci), becco nero.

Uccello dagli occhiali a petto grigio (Zosterops lateralis): presente nel continente australiano, molto meno comune in cattività dei precedenti, con petto grigio così come la parte alta centrale del dorso, fianchi grigi oppure brunicci, testa verde olivastra, nuca e collo grigio, remiganti e timoniere verde oliva, gola gialla, mento bianchiccio, becco nero.

I pochi cenni trascritti sulle varie specie si rivelano purtroppo, nella pratica, in molti casi insufficienti alla loro corretta determinazione; esistono, infatti, una numerosa serie di varianti sottospecifiche che ne rendono problematica l'identificazione (basti ricordare che per lo Zosterops lateralis sono note una quindicina di sottospecie a loro volta raggruppate in due gruppi a seconda del colore predominante ai fianchi; per gli Zosterops senegalensis è quasi concordemente ammessa la suddivisione in venti sottospecie anch'esse divise in gruppi a seconda se il loro habitat è legato alle zone di pianura, savana o foresta).

Questo quadro, solo accennato, non è certo incoraggiante seppur posto per porre l'accento sulle difficoltà di identificazione.


Zosterops chloris mentoris

La detenzione e l'allevamento

Quando si ha la possibilità di entrare in possesso di questi uccelli quasi sempre non li si troverà in condizioni perfette di piumaggio, dato che hanno l'abitudine, comune a tanti piccoli passeriformi, di becchettarsi reciprocamente sulla nuca, sulla gola e attorno agli occhi, cosa che a volte può portare a parziali ma evidenti deplumazioni. Ovviare a questo inconveniente è veramente difficile, direi quasi impossibile dato che bisognerebbe isolarli, cosa che provocherebbe l'inevitabile intristirsi dei soggetti, data la loro natura socievole.

Se si possiede una coppia e, per la preparazione delle mostre, la si separa, il risultato sarà disastroso: i due partners continueranno incessantemente a chiamarsi e inoltre, per lo stress psicologico, i cerchi attorno agli occhi cambieranno progressivamente di colore diventando in breve tempo da bianchi a scuri.

Il loro piumaggio è liscio, compatto ed aderente, salvo le remiganti che quasi sempre risulteranno nettamente visibili data l'abitudine di tenere le ali leggermente pendenti. E' necessario evitare il più possibile di prenderli in mano, perché sovente in questa circostanza potranno perdere piume e penne, particolarmente le remiganti.

Purché si abbia cura di eseguire alcune elementari precauzioni la detenzione di questi uccelli non presenta insormontabili difficoltà ed è anche possibile ottenere la riproduzione.


Zosterops chloronothus

Gli Uccelli dagli occhiali, ma per lo più l'Uccello dagli occhiali indiano, godono di scarsa popolarità soprattutto a causa della difficoltà di formare vere coppie (assenza di dimorfismo), con cui tentare la riproduzione, ma anche perché richiedono una alimentazione non altrettanto semplice rispetto a quella degli altri uccelli esotici (Astrididi) che vengono normalmente ospitati nelle nostre gabbie.

Sulla base delle loro preferenze alimentari allo stato libero, per il loro mantenimento in cattività dovremo fornire (almeno per esperienza diretta in quanto, anni addietro, ho mantenuto presso di me questi uccelli senza per altro arrivare ad ottenerne la riproduzione perché probabilmente dello stesso sesso), un pastoncino per insettivori morbido e leggermente inumidito, molta frutta acquosa fra cui pere, cachi, uva, arance, mandarini e banane ben mature (io offrivo loro anche del pomodoro sempre molto gradito) che, durante l'inverno poteva essere sostituita con frutta sciroppata. A parte utile sommi bistrare qualche quotidiana larva della farina, avendo cura di scegliere tra quelle più piccole. Molto importante porre a loro disposizione barattoli con frutta decomposta sulla quale prolifereranno le drosofile, che in cattività sono il loro alimento carneo preferenziale.

L'assunzione di nettare, che in natura costituisce parte integrante della dieta, può (anzi, deve) essere compensata fornendo in un apposito beverino, una miscela liquida di elementi che possono servire da valido succedaneo quanto reperibile allo stato libero. La miscela che consiglio e che a suo tempo somministravo in varie occasioni, sempre con risultati soddisfacenti è la seguente:

1 cucchiaino da caffè di miele;

1 cucchiaino da caffè di alimento Mellin;

1 cucchiaino da caffè di zucchero;

½ cucchiaino da caffè di liofilizzato di verdure;

½ cucchiaino da caffè di liofilizzato di mele e ananas;

½ cucchiaino di liofilizzato di carne (manzo);

1 pizzico di Sali minerali;

3 gocce di polivitaminico;

il tutto amalgamato nel frullatore con tanta acqua quanta ne occorre per riempire il beverino. Il liofilizzato di carne va alternato (io lo facevo settimanalmente) ad un liofilizzato di uovo.

Ovviamente ogni mattina occorre provvedere alla sostituzione della miscela che, riposta nel frigo (riportata a temperatura ambiente prima di essere somministrata), può essere approntata una volta ogni tre/quattro giorni.

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